Dolomiten

Weltnaturerbe und Lebensraum, Phantasiewelt und tiefe Sehnsucht.
 Eine Spurensuche.

 

Seit einigen Jahren setze ich mich in meinen Arbeiten mit dem Thema Berg auseinander. Der Lebensraum der Region ist geprägt von einer einzigartigen Bergwelt, Berge von unbeschreiblicher Gewalt und Schönheit. Dominant ihre zerklüfteten Spitzen auf mächtigen Gebirgsstöcken von harmonischen, grünen, fast lieblichen Hochebenen in gewaltige Höhen aufsteigend. Brüchig ihr Stein, groß die Herausforderung für ihre Bezwinger. Gewaltig ihre Lichtspiele. Die Phantasie wird beflügelt. Mächtig und massiv stehen sie in der Landschaft, ein Naturschauspiel ohnegleichen.

 

Und doch zeigt sich in der schroffen Massigkeit dieser Felsformationen ihre zarte, feingliedrige und zerbrechliche Art. Was unendlich scheint, ist verletzlich. Aus Korallen gemacht. Nicht für die Ewigkeit. Lautes Tosen durch brechende Steine und Felsen, Geröllhalden überall. Zeichen des Vergehens. Von seismischen Kräften in die Höhe getrieben, halten sie der Zeit nicht immer stand. Im Betrachter dieser Bergkulisse machen sich Sehnsucht und Demut breit. Diese abgeschliffenen, von Rissen und Spalten durchzogenen Felswände sind ideale Projektionsfläche für die Gefühle, Träume und Ängste der dort lebenden Menschen.

 

Als Künstlerin entdeckte ich für mich, durch die Auseinandersetzung mit dem Thema, den Werkstoff Ton. Ton, ein Material, das in der Erdkruste natürlich vorkommt, als kongeniale Materie. Farbe, Form und Materie durchdringen sich. Festigkeit und Brüchigkeit werden gegenüber gestellt. Beständigkeit und Vergänglichkeit. Gesamtheit und Detail. Licht und Schatten. Ich versetze mich als Künstlerin in die Rolle der Betrachterin und der Interpretin und zeige auf diese sensible Welt.

Als Porträtistin suche ich die Spuren in den Gesichtern einer faszinierenden Bergwelt.

 

Sonya Hofer

 

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Dolomiti

Patrimonio mondiale e habitat naturale, mondo fantastico e profonda nostalgia.
Alla ricerca di tracce.

 

Da alcuni anni, nelle mie opere tratto il tema della montagna. L’habitat regionale è caratterizzato da un mondo alpino straordinario, da cime di una potenza e di una bellezza indescrivibili. Dominanti, le vette impervie troneggiano su imponenti valichi alpini, arrampicandosi verso incredibili altitudini da altipiani armoniosi, verdeggianti e quasi soavi. La loro roccia è friabile, grandi sono le sfide dei loro conquistatori, intensi i giochi di luce. La fantasia mette le ali, mentre i monti, imponenti e massicci, si ergono sul paesaggio, dando vita a uno spettacolo naturale senza pari.

 

E, tuttavia, dall’aspra solennità di queste formazioni rocciose emerge la loro delicatezza, sofisticatezza e fragilità. Ciò che appare infinito, è vulnerabile. Fatto di corallo, inadatto all’eternità. Intensi fragori attraverso fragili rocce e pietre, ghiaioni ovunque, simboli di caducità. Spinte verso l’alto da forze sismiche, non sono sempre in grado di resistere al tempo. Nell’osservatore, questo scenario intensifica la nostalgia e il senso di umiltà. Queste pareti rocciose levigate, percorse da crepacci e fessure, sono il piano di proiezione ideale di sentimenti, sogni e paure di chi abita questi luoghi.

 

Occupandomi di questo tema, da artista ho scoperto l’argilla, una materia congeniale, naturalmente contenuta nella crosta terrestre, in cui colore, forma e friabilità si compenetrano. Solidità e caducità, completezza e dettaglio, luci ed ombre: come artista mi calo nel ruolo di osservatrice e interprete, attirando l’attenzione su questo mondo sensibile. Nelle vesti di ritrattista vado alla ricerca di tracce nei volti di un affascinante universo alpino.

 

Sonya Hofer

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Installation „Dolomiten“/Installazione “Dolomiti”, 2021

Terracotta, Eisen, Holz/Terracotta, ferro, legno

 

Dolomiten/Dolomiti, 2021 

Terracotta 

 

Muscheln/Conchiglie, 2019

Terracotta, ca. 60–100 cm